IL DOLORE DI ESSERE #madre

image Se qualcuno mi chiedesse di descrivere me stessa, la prima cosa che direi sarebbe: “Sono madre di due figli maschi”. Non mi descriverei come una moglie, un’amica, una figlia. Non parlerei dei miei hobby o dei miei interessi. Mi penserei prima di tutto come Mamma. Proprio come mi chiamano i miei ragazzi. Beh, ho anche il soprannome di  “Boss”, deciso dal piccolo di 5 anni. Ed ecco cosa mi tormenta. L’estrema pena che sento, a volte, descrive al meglio la mia esperienza di maternità. Questo dolore non è iniziato col parto. In quel momento, fuggi da te stessa. Entri in un luogo che non può essere descritto. Solo una madre può saperlo, è una missione. Un viaggio personale dove non c’è posto per la paura, solo un oscuro desiderio di portare una nuova vita in quel mondo che ti sei lasciata temporaneamente alla spalle. Questa specie di angoscia è iniziata nel momento in cui ho accarezzato la pelle liscia del mio bimbo. Sei un tripudio di emozioni, come mai prima. Dicono che non si possa definire l’amore ma, in quel momento, è qualcosa di tangibile. Puoi toccarlo. Puoi avvertirne tutte le sue sfaccettature e vederlo nella sua forma più pura e autentica, nelle espressioni facciali del tuo bambino, nel modo in cui arriccia le sue minuscole dita. Fisicamente, sei “vuota”. Spompata da tutte quelle ore trascorse in quel limbo privato tra il tuo corpo e la tua mente. Quel peso che hai cresciuto dentro di te, ospitato nella tua pancia, non c’è più. E forse per un attimo rimpiangi il fatto che non passerai più le notti stesa sul fianco, con un braccio sotto il cuscino e l’altro che ti circonda il pancione, comunicando con il tuo bimbo attraverso piccoli movimenti e pressioni. A proposito di pressione… eccola lì, che ti piomba addosso dalla prima notte. L’enorme peso di quello che hai appena fatto. La benedizione  e la “condanna” del regalo che ti è stato donato. Il tuo cuore si riempie di apprensione di fronte a pensieri come: “Se dovesse succedere qualcosa a questa creatura io sarei ridotta a nulla”. Dovresti dormire, ma in quel momento ti rendi conto che non riposerai mai più come facevi prima. Mai. Per sempre, finché sarai in vita, qualcun altro sarà più importante di te. E ora tu devi proteggere quella vita, devi guarire le sue ferite, sarai la sola che potrà far sentire quel piccolino completamente al sicuro. Perché, dopo tutto, è venuto fuori proprio dal posto più sicuro che potrà mai conoscere e per un secondo potresti desiderare di tenerlo ancora lì, protetto dalla fortezza che è il tuo corpo. All’improvviso questo bimbo spazza via la tua vecchia vita. Ti ha “rubato” la possibilità di essere egoista. Senti che al posto della vecchia te c’è una nuova persona, una mamma. Il desiderio di uscire, lasciarti andare e divertirti si fa più debole. È più probabile che dovrai cercare le cause di un suo sfogo cutaneo, piuttosto che andare a bere un cocktail. In alcuni giorni, non t’importerà neanche del tuo aspetto, della piega dei capelli e di quello che indossi. La tua casa non è più la stessa. Ci sono mucchi di pannolini e giocattoli. Una culla in un angolo, pile di vestiti sparse in giro e piatti che si accumulano nel lavandino. Potresti  ritrovarti a giustificarti per il tuo “nuovo” aspetto fisico, perché presto ti renderai conto di quanto velocemente tu sia cambiata. E quanto cambiano anche loro! Durante i primi mesi, sei talmente provata dalla mancanza di sonno da sentirti triste quando ti accorgi che il loro aspetto è già cambiato tantissimo. La loro crescita ti dà una gioia mai provata prima. Contemporaneamente, senti che stai correndo più veloce che puoi, ma non riesci mai a rimetterti al passo. Ogni nuova tappa nasconde stupore e incredulità. Articoli correlati “Chi dice di sapere tutto, in realtà sa poco o nulla” “Le fumatrici incallite hanno meno chance di sopravvivere ad un cancro al seno” (FOTO) Non vi odio, sono solo “socialmente” ansiosa Ho 40 anni e neanche un figlio. E sono una donna felice Questa campagna contro le distrazioni alla guida vi spezzerà il cuore La loro risata è musica per le tue orecchie. Eppure, sebbene tu sia profondamente felice, se pensi a quanto amore provi per loro, puoi ritrovarti a piangere in un attimo. Una madre porta questo peso, silenziosamente. Dentro di te combatti sempre contro il recondito desiderio di trattenerli a te, di non lasciarli mai andare. Ma loro vanno avanti. Lo stupore che provano davanti alle cose intorno a loro ti riporta ai tempi in cui anche tu guardavi il mondo allo stesso modo. E ti tormenti quando dubiti dell’educazione che stai dando, ti chiedi se sei una brava “insegnante”, se dai loro l’attenzione che meritano, se li tieni al sicuro, mentre loro ti riportano con i piedi per terra, ricordandoti come ci si diverte. Anche il divertimento a volte nasconde qualche bua e tante lacrime, ma tu sei lì pronta a stringerli e dire loro che va tutto bene, ma segretamente ti sei spaventata anche tu.  Ogni caduta, ogni livido, ogni malanno, ogni tristezza che proveranno, li proverai anche tu. Ogni volta che saranno presi in giro o giudicati dal mondo per qualche presunta “differenza”. Ogni volta che falliranno, saranno umiliati o avranno il cuore a pezzi. Ogni volta che urlerai e ti arrabbierai perché vorranno sempre fare le cose a modo loro, farà male e ti punirai per i tuoi errori. Quando mi chiedono di descrivermi, dico sempre: “Sono madre di due figli maschi” e non è sbagliato. Non si tratta di una definizione confusa e non nasconde alcun rimpianto. È la mia risposta immediata perché credo sia la mia migliore qualità, non perché mi definisce come persona. Sono molte altre cose. Ma questo è il mio pregio migliore perché quello che affronto come madre mi fa sentire forte. Ogni volta che mollo la presa, ogni volta che permetto loro di essere chi sono, che mi concedo di essere meno severa con me stessa, mi sento straordinariamente bene. Ci vuole un vero guerriero per amare qualcuno così tanto e per non perdere completamente la testa mentre tutto questo accade. Se sei madre, se stai per diventarlo o sei una donna animata dal desiderio inarrestabile di dare alla luce un figlio, preparati ad una vita di ansia e struggimenti. Preparati alle delusioni, ai rimpianti, preparati anche a sentirti impotente. Preparati alla riflessione ed al cambiamento costante. Preparati ad essere la forza, la “roccia” ed amare qualcuno così tanto da stare male. Preparati ad essere sorpresa pensando a quanto tutto questo ti faccia sentire completa. Questa piccola creatura che hai messo al mondo ti forza, inconsapevolmente, a diventare la versione migliore di te stessa. Col tempo, sarà questo bimbo a proteggere la tua vita, a curare le tue ferite, sarà la ragione per cui ti sentirai sempre al sicuro. I veri trionfi della vita vengono dalle persone per le quali abbiamo dato il massimo. Ed ecco perché sarò sempre prima una madre. Perché questo dice al mondo che sono una guerriera. Jenifer DeMattia Fonte: http://m.huffpost.com/it/entry/7848086

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