PROSCIUTTO E MARITO #Noi #donarsi

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Nella coppia l’equilibrio si raggiunge quando una donna  trova il suo scopo nell’ accoglienza e l’uomo si ferma per ammirarla…

Prosciutto e marito

E’ stato guardando la cura della ‘signorina dei salami’, come la chiama mio figlio, nel tagliarmi il prosciutto crudo (‘sottilissimo, mi raccomando!’), che ho ricollegato un articolo trovato sul web.
Apparentemente il prosciutto e un pezzo di Aleteia, effettivamente, sembrano lontani anni luce, ma non per me, donna dai voli pindarici, che riesce a ricollegare pezzi di puzzle con disegni differenti, non creando immagini sensate di spiderman, quanto quadri astratti di un Picasso col mal di denti.
Il pezzo, che descriveva l’amore incondizionato di un comico americano per sua moglie, scoperta davanti a lui nella fila di un grande magazzino, mi ha semplicemente commossa; scrivere una dichiarazione così genuina e spontanea, per quella donna che ha sposato anni fa, come fossero stati uniti in matrimonio il giorno prima, è stato un piccolo capolavoro di arte quotidiana.
Quali dunque le mie riflessioni?
Guardando la commessa del supermercato, china sul suo lavoro, dedita alle mie richieste, mi ha fatto vedere il bello della figura femminile: l’umiltà del servizio, la santità del quotidiano.
HIC et NUNC il qui e l’adesso, che in molti dovrebbero ricordare, ma che non fa più parte della nostra filosofia di vita, soprattutto nella vita di una donna, sempre pronta a scattare in avanti per conquistare qualcosa, mai in pace con se stessa, sempre bisognosa di essere su più fronti sia lavorativi che familiari, a causa della sua mania del controllo e dell’organizzazione: tutte cose che la rendono, alla fine, sempre insoddisfatta del risultato, perché ‘le giornate sono solo di 24 ore e tutto non si riesce a fare!’, (frase che sento pronunciare di continuo dalle mie amiche e conoscenti!).
Madre Teresa, San Josemarìa e molti altri Santi a noi contemporanei (o quasi!) ci ricordano di rimanere fermi con la mente e col corpo, che la fuga non ci santifica, che lo stare lì a prendersi le ‘ciaffate’ ben assestate del Nemico numero 1, tutti giorni, è una parte della strada per il Paradiso. Insomma, rimanere saldi e per di più con gioia per alimentare l’amore, riscoprire il sorriso, la gioia vera, il convincersi che quel posto è quello adatto a noi, ci rende davvero liberi.
Allora ecco la mia conclusione: guardare con occhi nuovi ogni giorno il proprio sposo, prendersi cura di lui, nelle piccole cose: un buffetto scherzoso, un gesto malizioso, un messaggio d’amore, sono quei gesti di accoglienza che noi donne siamo bravissime a fare, che i nostri mariti adorano, li osservano, ce li rendono ‘schiavi d’amore’ . E’ la cura di chinarsi a tagliare il prosciutto per l’altro, e sorridere nel farlo che rende la donna veramente amabile. Amabile a tal punto da far innamorare e rendere superbo l’uomo che, nonostante sia sempre in fuga, si ferma ad ammirare quel dono che ha accanto, cioè la sua donna.
Si ferma, quindi, e la ama. 
Buona giornata!

Redazione

#lifeislife

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